Dopo tre vittorie consecutive il Palermo torna da Avellino con un pareggio, 2 a 2 , un risultato giusto per quello che si è visto in campo ma che induce qualche rimpianto.
Analizzando la partita può dirsi, innanzitutto, che l'approccio dei rosanero non è stato quello delle ultime gare ma che al contrario, la squadra ha nuovamente mostrato di non essere in grado di reagire con grinta e decisione agli assalti degli avversari. l'Avellino infatti si è mostrato subito aggressivo e ha imbrigliato l'azione degli ospiti che, nel primo tempo, a parte un'occasione da gol, non sono riusciti a emergere fino a che non hanno subito il gol al 39' dal solito Biasci. Il secondo tempo inizia come il primo ma dopo i primi cambi effettuati da Inzaghi ( Gyasi e Gomes per l'ammonito Bani e Segre), il Palermo sembra prendere vigore e su un errore degli avversari arriva il bel gol di Ranocchia su respinta del portiere. Il Palermo cambia atteggiamento e su un'azione offensiva all'83:arriva il calcio di rigore giustamente dato per evidente fallo di mano e battuto perfettamente da Pohjanpalo. Il Palermo a questo punto potrebbe gestire l'insperata vittoria e invece rimane in 10 per un fallo inutile di Diakitè. L'Avellino giustamente assedia l'area di rigore e pareggia a un minuto dal termine del tempo regolamentare con uno splendido gol in sforbiciata di Martin Palumbo. E nel recupero potrebbe pure segnare se non fosse per Joronen che si conferma ottimo portiere. Insomma c'è poco da recriminare e anche sui i criticati cambi effettuati da Inzaghi, i primi sono stati buoni, gli ultimi no ma con il senno di poi...Strano però non avere scelto Bereszinsky che nelle ultime partite aveva mostrato sicurezza e personalità. Importante sarà ora la sfida in casa contro il Padova prima della pausa di gennaio, al termine di un girone d'andata che ha deluso i tifosi rosanero e che dovrà essere motivo di riflessione da parte della società per il mercato di gennaio.