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3 marzo 2009

Storia semiseria e disordinata della canzone italiana - 40 - Louis Armstrong a Sanremo!

di Dario Cordovana



Sanremo? Un altro Sanremo? Brrr…e chi ha voglia di farlo? Dopo quello che è successo l’anno scorso…bè, se proprio lo dobbiamo fare chiamiamo un altro presentatore, che Mike Bongiorno è stato qui quattro anni di seguito e fa troppo pensare all’edizione precedente…che ne dite di quel Pippo Baudo che si è messo in mostra con quel programma su quei giovani cantanti…”Settevoci”… che è andato pure bene tra l’altro. Come compagna potremmo mettere Luisa Rivelli…sì, sì, va bene però ci vorrebbe qualcuno che portasse allegria, un’allegria contagiosa…no, non l’”Allegria” che dice sempre Mike Bongiorno, ecco ce l’hai presente uno come Louis Armstrong? Quello mi trasmette allegria ogni volta che lo vedo…sì ma figurati se un jazzista di chiarissima fama come lui viene al Festival di Sanremo…e poi cosa c’entra Armstrong con il Festival di Sanremo?
Già…cosa c’entra Armstrong al Festival di Sanremo? Se lo sono chiesti un po’ tutti. Eppure nel 1968 Louie era lì, nel cast dei cantanti stranieri, a cantare con Lara Saint-Paul “Mi va di cantare”, un’allegra canzoncina con tanto di assolo di tromba (non lunghissimo, ovvio) e gruppo jazz ad accompagnarlo capitanato da Carletto Loffredo. La sua era l’ultima esibizione della serata e si è ricamato tanto sul fatto che Pippo Baudo, per questioni di tempo, dovette interrompere la sua esibizione…non andò proprio così. L’esibizione di Armstrong era introdotta dal gruppo jazz con una sigletta che era “When the saints go marchin’in” e questa venne ripetuta anche dopo l’esecuzione della canzone. Ad Armstrong pareva brutto ascoltare il gruppo che suonava senza partecipare, specialmente dopo essere stato lautamente pagato, e si lanciò in uno dei suoi soliti solo di tromba, per la gioia degli appassionati di jazz, che di quel tipo di musica in televisione ne vedevano poca. Fu quella esibizione ad essere quindi interrotta in modo diplomatico da Pippo Baudo, che per essere un esordiente al Festival se la cavò benino.
Del resto a quel tempo in televisione non c’erano programmi-fiume; vigeva la stringatezza ed il Festival era solo una passerella di canzoni che venivano eseguite una dietro l’altra senza interruzioni pubblicitarie (non si usava), interventi di ospiti stranieri (gli stranieri c’erano ma erano in gara), o di attori famosi (al massimo uno prima dei risultati finali delle giurie, e mica sempre): in pratica in un’oretta e mezza o poco più la serata era terminata…anche se era presentata da Pippo Baudo!
Comunque anche se la canzone non era granchè, ma si prestava bene al genere del noto jazzista, la simpatia di Armstrong non poteva passare inosservata e il brano approdò in finale, anche se con una certa fatica, visto l’alto livello dei brani di quella seconda serata…

Louis Armstrong a Sanremo: "Mi va di cantare"


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