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26 novembre 2009

Storia semiseria e disordinata della canzone italiana - Canzonissima dopo il primo turno

di Dario Cordovana



Dovendo rimanere in gara solo 24 cantanti su 48, il primo turno eliminatorio di Canzonissima non poteva che dar luogo a molte dolorose eliminazioni, con molti grossi nomi già fuori dalla gara dopo il primo turno. Vanno tutti fuori i cantanti della vecchia generazione ad eccezione di Betty Curtis (che difatti sarà presente nella Canzonissima dell’anno seguente): niente secondo turno quindi per Miranda Martino, Aurelio Fierro, Sergio Bruni, Bruno Martino, Gloria Christian, Jula De Palma e Umberto Bindi, nomi storici, ma con canzoni ormai decisamente poco in sintonia con i tempi.
Stesso discorso per Nico Fidenco (“Legata ad un granello di sabbia” è del 1961), Peppino Di Capri (“Nessuno al mondo”) e persino per Gino Paoli (“Il cielo in una stanza”). Poco fortunata ancora una volta in un concorso canoro la celebre “Io che non vivo (senza te)” di Pino Donaggio che non vale al musicista lagunare il passaggio del turno.
Troppo acerba ancora la popolarità di Lucio Dalla (“Il cielo”), alla sua prima e unica Canzonissima, mentre forse avrebbero avuto miglior sorte Riccardo Del Turco e Giorgio Gaber se, invece delle canzoni presentate (rispettivamente “Figlio unico” e “Goganga”) si fossero affidati a successi più recenti come “Luglio” e “Torpedo blu”. Visti i risultati l’unica a poter davvero recriminare per l’esclusione è Iva Zanicchi, che con la splendida, anche se datata “Come ti vorrei” arriva a poca distanza dall’ultima qualificata, Gigliola Cinquetti, che inaspettatamente rischia non poco con “La rosa nera”.
Tra i qualificati la cosa che fa più impressione è il distacco tra il cantante più votato, Gianni Morandi, che seguendo la moda del revival ripesca “Tu che m’hai preso il cuor” e il secondo in classifica, Johnny Dorelli, che con “L’immensità” ottiene meno della metà dei voti del Gianni. Il reuccio Claudio Villa con “Non ti scordar di me” è solo quarto, dopo il vincitore di Sanremo Sergio Endrigo che ripropone appunto “Canzone per te”, e l’apprezzamento delle giurie e del pubblico fa capire che la canzone, anche a quasi un anno di distanza, viene ancora ascoltata con molto piacere. Più indietro in classifica le damigelle d’onore di Sanremo, “Casa bianca” e “Canzone” assicurano comunque largamente il passaggio del turno a Marisa Sannia e Don Backy.
Little Tony, Al Bano, Fausto Leali, Orietta Berti, Caterina Caselli e la Patty Pravo de “La bambola” erano cantanti molto popolari nel 1968 e avrebbero passato il turno con qualunque canzone, mentre sfruttano bene il loro momento di popolarità Rocky Roberts (uno spettacolo vederlo ballare “Stasera mi butto”) ed Enzo Jannacci (grazie a “Vengo anch’io no tu no”). Chi mostra inaspettatamente di avere un grosso seguito è Robertino, detto il Claudio Villa dei poveri, con meno acuti e ritmi un po’ più alla moda, che, trattato malissimo dalle giurie ottiene dal pubblico le cartoline necessarie per qualificarsi, malgrado la canzone (“Era la donna mia”) risalisse al Disco per l’estate 1967.
Comodo passaggio del turno per Shirley Bassey (“La vita”, eliminata a Sanremo, si prende una rivincita) - anche un sordo si sarebbe reso conto delle sue grandi capacità interpretative – mentre rischiano un poco Ornella Vanoni (“Un’ora sola ti vorrei”) e Fred Bongusto (la sua “Ore d’amore” ottiene meno cartoline della Zanicchi, ma passa il turno grazie alle giurie in sala).
Seguiranno a questo primo turno tre puntate nelle quali i 24 cantanti rimasti in gara dovranno presentare una canzone del loro repertorio recente. Sarà dura entrare tra i 12 delle semifinali…


"Vengo anch'io, no tu no" (Enzo Jannacci)


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Una delle canzoni - giustamente - dimenticate è "La rosa nera" di Gigliola Cinquetti, allora popolarissima (ricordo persino in un'avventura di Topolino, Pippo che cantava "Ma una rosa di seraaa non diventa mai neeeraaa" e si interrogava sul significato del testo); oggi non la ricorda quasi più nessuno e Gigliola Cinquetti quando compare - raramente - in televisione, preferisce cantare altro.

Dario C.

28/11/2009 17:00:18


Leggendo i titoli delle canzoni eliminate e di quelle ammesse, emerge bene come il tempo sia veramente galantuomo. Alcune delle canzoni promosse sono finite giustamente nel dimenticatoio, mentre altre, bocciate, sono giunte tranquillamente fino a noi. Comunque, che bell'anno il '68, anche musicalmente!

Sandro M.

27/11/2009 10:43:43


 
 

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