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24 maggio 2010

Storia semiseria e disordinata della canzone italiana - Al Bano vince il Disco per l’estate 1969

di Dario Cordovana



Dopo avervi sufficientemente depressi con la rassegna delle canzoni escluse dal “Disco per l’estate” ’69 vi tiro un po’ su con le 24 ammesse, tra le quali effettivamente qualche pezzo degno di nota si trova.
Intanto le finaliste sono 12 e ne consegue che altrettante sono le canzoni escluse: tra queste il maggior successo di Paolo Mengoli, ex-portiere della nazionale cantanti ed opinionista a tempo perso di trasmissioni a tempo perso su Raidue: la sua “Perché l’hai fatto?” godrà anche una seconda giovinezza alla fine degli anni ottanta grazie a “Una rotonda sul mare” di Red Ronnie. Tra le vittime delle semifinali Gianni Pettenati con la poco rinfrescante “Caldo caldo” (va bene che è estate…); a ricordarci che siamo nella stagione più calda dell’anno c’è anche la sfortunata Lolita (“L’ultimo ballo d’estate”), che anni dopo verrà misteriosamente assassinata.
Fuori dalla finale anche Nada con il mezzo passo falso di “Biancaneve” che non ne pregiudicherà l’ascesa, mentre Maurizio non ce la fa per poco con “Elizabeth” di Paolo Conte, finendo a pari punti con tal Pino Riccardi, urlatore fuori tempo massimo (“Ti stringo più forte”). Il più grande rammarico è ancora una volta per l’esclusione dei New Trolls, che come a Sanremo non ce la fanno per un soffio a piazzare in finale la celebre “Davanti agli occhi miei”.
E veniamo ai magnifici dodici dove troviamo l’ennesima canzone estiva e campagnola di Louiselle (“La vigna”), che segue canzoni sullo stesso tema (“Il pontile”,  “La scogliera”, “Il cacciatore”… mancavano soltanto “Lo steccato”, “La diga”, “Il lombrico” o magari anche “Il boscaiolo”… avrebbe potuto andare avanti per anni e invece si fermò lì. Perché?). Poco sopra in classifica troviamo l’ottimista Sergio Leonardi (“Arrivederci a forse mai”); in realtà è questo l’anno più fortunato del cantante-attore, prima con “Whisky”, sigla finale de “La donna di cuori” della serie dei gialli del tenente Sheridan e poi con “Bambina”, un tango di buon successo.
Al decimo posto figura Edda Ollari (“Un pezzo d’azzurro”), una che è stata in giro per molto tempo senza mai riuscire a sfondare e al nono la rivelazione Herbert Pagani, entrato in semifinale per il rotto della cuffia e che beneficia delle telecamere per presentare in modo efficace la sua “Ahi le Hawaii”; ottavo posto per Gigliola Cinquetti con “Il treno dell’amore”, motivo deliziosamente retrò e settima Isabella Iannetti che con “Cuore innamorato”, dopo l’insuccesso di Sanremo si conferma cantante estiva.
Così come estivo per antonomasia è Fred Bongusto, sesto con “Una striscia di mare”; Tony Astarita strappa il quinto posto con “Arrivederci mare” nel suo stile labbrato, mentre ai piedi del podio stavolta si fermano Franco IV e Franco I con “Sole”, che sarà un buon successo di vendite.
Seconda nella prima fase, terza nella classifica finale è “L’altalena” di Orietta Berti, pezzo che parte come una normale marcetta delle sue (“Mai mai mai mai mai non ci lasceremo mai….”) e si va a imbarbicare in versi a tratti vietati ai minori (“A questo mondo tutto va su e giù/e nell’amore me lo insegni tu”).
Al secondo posto, con un balzo dal nono della prima fase, c’è Mario Tessuto con “Lisa dagli occhi blu”, pezzo moderno, ben arrangiato con qualche effetto nella batteria che fa tanto psichedelia (lo so sto esagerando) e che diventerà il successo dell’estate 1969 e dell’intera carriera del Tessuto che, finita la popolarità, con i proventi delle vendite aprirà un ristorante omonimo (del pezzo, nel senso che si chiama proprio “Lisa dagli occhi blu”, non “Lisa” o “da Lisa”, o “da zia Lisa”).
Solo dieci voti separeranno Mario Tessuto dalla canzone vincente, che dopo la prima fase aveva quasi il doppio dei voti della seconda classificata (“L’altalena” della Berti). Ma nessun rimpianto: anche se non si rivelerà un successo di vendite come “Lisa dagli occhi blu” o come “Nel sole”, “Pensando a te” di Al Bano rimane forse la migliore cosa fatta dal cantante di Cellino San Marco, che in quel periodo viveva da poco la sua storia d’amore con Romina Power, che con la sua collaborazione fattiva andrà in classifica con la bellissima “Acqua di mare”. Tornando a “Pensando a te”, del quale ricordiamo il ritornello per gli smemorati (“Questo sole non mi riscalda più/troppo freddo in fondo al cuore mio/amore ritorna/mi resta nell’anima/un grande bisogno di te”), è ancora una volta una canzone estiva, in un periodo in cui le canzoni di questa rassegna erano per lo più a tema. Non dimentichiamo che la radio trasmetteva le 24 semifinaliste per tutta l’estate ed era un vero e proprio trionfo di argomenti estivi…buon sole e buon mare…

Albano canta pensando a te (versione dall'omonimo film)


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Commenti lasciati per:

Storia semiseria e disordinata della canzone italiana - Al Bano vince il Disco per l’estate 1969
 

 

pino urlatore fuori tempo??complimenti per l'udito..

andrea

04/06/2011 15:03:28


 
 

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