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16 dicembre 2011

Storia semiseria e disordinata della canzone italiana - CANZONISSIMA '70

di Dario Cordovana



Cambiando quasi tutto a Canzonissima poteva non cambiare il regolamento? Certo che no. Innanzitutto entrano le “quote rosa”. Nell’edizione precedente su sei cantanti in finale, solo Orietta Berti si era trovata a rappresentare il gentil sesso, e allora separazione tra uomini e donne con la certezza di avere in finale una identica rappresentanza degli uni e degli altri. E non più sei finalisti, ma otto. Inoltre a rendere ancora più appassionante la gara, al termine della puntata cantanti uomini e donne verranno accoppiati per sorteggio, uniranno i loro voti (sia delle giurie in sala, che delle cartoline) e supereranno il turno (o verranno eliminati) insieme.
I cantanti, fino ad ora delegati a cantare la loro canzone e poi invitati a togliere il disturbo, salvo ricomparire tutti insieme nella parata pre-sigla finale, diventano maggiormente protagonisti, acquistano il dono della parola e possono leggermente incrementare il loro punteggio partecipando ad un giochino che li riguarda, vertendo com’è sui loro successi.
Ancora una volta la gara è divisa in tre fasi: nelle prime sei puntate scendono in campo 36 cantanti, sei per puntata, equamente divisi tra uomini e donne, che cantano un loro successo recente. Nella seconda fase (tre puntate di otto cantanti ciascuna) si sfidano i 24 cantanti superstiti che in questa occasione possono scegliere, se vogliono, di affidarsi ad un loro successo meno recente. Solo due coppie di cantanti per puntata arriveranno in semifinale. Nelle due semifinali verranno presentate le canzoni nuove che concorreranno per il titolo di Canzonissima ’70. Dalle due puntate di semifinale verranno fuori le otto finaliste.
La prima puntata presenta Iva Zanicchi, Niki e Caterina Caselli come cantanti donne e Nicola Di Bari, Peppino Di Capri e Little Tony. La puntata appare subito squilibrata per la presenza di Niki, cantante poco nota e molto emozionata (cadrà in ginocchio al termine della sua canzone “Ma come fai”, con Corrado che la tranquillizza bonariamente: “Su, su, cocca, che non è niente, poi passa…”), schiacciata da due grossi calibri come Iva Zanicchi (che negli ultimi tempi ha accresciuto molto la sua popolarità e che canta “Un uomo senza tempo”) e Caterina Caselli, alle prese con la versione italiana di “Sympathy” dei Rare Bird che in quel periodo era in classifica.
Tra gli uomini inizia Nicola Di Bari con il suo successo recente, “Vagabondo”, che a tutt’oggi rimane una delle sue canzoni più note. Ancora bisognoso di un rilancio è invece Peppino Di Capri, alle prese con un repertorio in dialetto napoletano, che non riscuote grandi consensi al di fuori della sua regione d’origine. Il brano che presenta, “Me chiamme ammore”, per altro non è neanche male. Chiude la puntata Little Tony con la vivace “Capelli biondi”, piedi ben fermi nel rock’n’roll anni cinquanta con tanto di coretti.
Ora se si gareggiasse da soli le giurie premierebbero Nicola Di Bari e subito dopo Iva Zanicchi, ma i sorteggi accoppiano Nicola e Niki, e così mentre Little Tony e la Caselli, grazie alle cartoline vincono di pochissimo la puntata sull’accoppiata Di Capri/Zanicchi, la popolarità di “Vagabondo” non basta a salvare Nicola dall’eliminazione…

CAPELLI BIONDI
(Little Tony)


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