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22 maggio 2014

A SCUOLA DI ROCK 13 - FAIRPORT CONVENTION

di Dario Cordovana



In Inghilterra il folk-rock l’hanno inventato loro. Folk-rock ben diverso da quello americano perché in Inghilterra spesso si basa sulla riproposizione di ballate tradizionali con strumenti elettrici. E pure i Fairport Convention (sigla sotto la quale è passata una miriade di musicisti) agli inizi della loro carriera, verso la fine degli anni sessanta, erano un gruppo di ragazzi di belle speranze che cercavano di farsi notare con la loro musica, a base di riproposizioni di pezzi di cantautori nord-americani (Bob Dylan, Joni Mitchell, Leonard Cohen…), con l’aggiunta non irrilevante di qualche pezzo scritto da loro. La prima formazione vede Simon Nicol e Richard Thompson alle chitarre (il secondo a quella solista), Ashley Hutchings al basso, Martin Lamble, ottimo batterista e Judy Dyble e Ian MacDonald (poi Ian Matthews per evitare confusioni con l’omonimo musicista dei primi King Crimson) alla voce.
Subito dopo il primo omonimo album Judy viene rimpiazzata dal nuovo astro nascente della musica tradizionale inglese, Sandy Denny, la quale in verità entra nei Fairport allettata dal fatto di poter cantare anche le proprie composizioni, visto che il circuito dei folk club le sta ormai stretto. Gli incastri tra le due splendide voci di Denny e Matthews, e i primi autorevoli parti della mente creativa di Richard Thompson portano al successo “What We Did On Our Holidays”, ma con l’interesse verso la musica tradizionale britannica, la presenza di Ian Matthews nel gruppo diventa superflua. Il bravo Ian è in realtà più portato verso la musica americana e gli album solisti che inciderà daranno ulteriore prova di questo suo amore incondizionato verso la musica “made in the USA”.
Il terzo album, “Unhalfbricking” del 1969, presenta un brano tradizionale, “A Sailor’s Life”, sviluppato con una lunga jam strumentale che sfrutta il dialogo tra la chitarra di Thompson e il violino dell’ospite Dave Swarbrick. Quest’ultimo è un pezzo grosso del folk inglese e per lui a quel punto il suonare con un gruppo rock è una novità. Sandy Denny dà nel pezzo un’interpretazione molto intensa, ma contribuisce al disco con due sue composizioni, tra cui la celebrata “Who Knows Where The Time Goes”. Insomma il gruppo appare lanciatissimo, ma purtroppo il destino ha altro in programma.
Il 14 maggio 1969, di ritorno da un concerto, il camion del gruppo esce di strada e nell’incidente perdono la vita Martin Lamble e la ragazza di Richard Thompson, Jeannie. Altri membri del gruppo restano feriti e passano alcune settimane a riprendersi dallo shock e interrogarsi sul futuro della band. Decisi a continuare sostituiscono lo sfortunato Lamble con il promettente Dave Mattacks, mentre Swarbrick entra nel gruppo in pianta stabile.
“Liege and Lief” vede accentuarsi di molto le influenze folk. Ai traditionals riarrangiati con strumenti elettrici, si affiancano composizioni dei membri del gruppo, che si integrano perfettamente. Ma poco dopo l’uscita di questa pietra miliare, Sandy Denny, interessata alle sue composizioni e a seguire il marito, il musicista Trevor Lucas, abbandona il gruppo. Con lei se ne va anche Ashley Hutchings, a sperimentare una nuova idea di folk-rock con gli Steeleye Span.
I rimanenti arruolano Dave Pegg al basso e licenziano l’ottimo “Full House”, che vede ancor più affiatarsi l’intesa tra Thompson e Swarbrick, anche a livello compositivo. Ma dopo aver portato in tour il disco, anche Thompson lascia per una carriera solista ricca di soddisfazioni artistiche.
Stavolta la botta è notevole e gli album successivi ne risentono. I Fairport Convention riemergeranno nel 1973 con “Nine”, con Trevor Lucas e Jerry Donahue che hanno sostituito il dimissionario Simon Nicol, ultimo membro originale rimasto in formazione.
Con l’ingresso di Lucas, dotato di una bella voce cavernosa, Sandy Denny comincia a riavvicinarsi al gruppo, dapprima nei concerti, poi rientra in pianta stabile per “Rising For The Moon”, senza brani tradizionali, ma con molte sue composizioni. Malgrado gli sforzi della casa discografica Island, l’album non serve a farli sfondare e il gruppo si sfalda nuovamente.
Toccherà a Swarbrick rimettere insieme il gruppo: dopo il deludente “Gottle O’Gear”, il rientro di Simon Nicol assicura dignità alla fine della prima parte della storia. Nel 1979 infatti i Fairport si sciolgono, ma più passa il tempo, più i fan chiedono di rivederli insieme. I rapporti tra di loro sono sempre ottimi e si cominciano ad organizzare delle rimpatriate annuali, a Cropredy, nelle quali vengono coinvolti anche i membri storici del gruppo.
La band si rimette in piedi nel 1984, ma senza Swarbrick. La seconda vita dei Fairport ha inizio, una seconda vita meno rilevante artisticamente, fatta di dischi gradevoli e di concerti coinvolgenti e a tratti entusiasmanti. Purtroppo Sandy Denny muore nel 1978 e Trevor Lucas la segue nel 1989, ma gli altri continuano a vedersi e a suonare insieme, durante l’anno e alla rimpatriata in agosto in quel di Cropredy. Se non è amore per la musica questo…                          

Tre dischi da avere: Unhalfbricking, Liege and Lief, Full House.

Un disco da evitare: Gottle O’Gear.


Who Knows Where The Time Goes

FAIRPORT CONVENTION


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Commenti lasciati per:

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Who knows where the time goes è una canzone bellissima. Grazie Dario per avermela ricordata.

Marcello

22/05/2014 16:48:00


 
 

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