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23 settembre 2014

A SCUOLA DI ROCK 15 - THE PRETENDERS

di Dario Cordovana


Era il 1981. Ero a Londra per la seconda estate di seguito, ma la prima era servita più che altro per orientarmi. Stavolta ero ben deciso a sfruttare al massimo le possibilità offertemi dai concerti dal vivo. Non essendoci ancora internet, le scoperte maggiori si facevano comprando la rivista “Time Out” e passeggiando per le vie della città, sempre piene di manifesti pubblicitari. Fu così che andai a vedere il mio primo concerto estero, i Pretenders all’Hammersmith Palais.
Era da qualche anno che questa band era in giro. Guidati dall’americana ex-giornalista del New Musical Express Chrissie Hynde, i Pretenders erano una delle tante band inglesi della new wave, quel genere musicale fiorito dopo lo tsunami provocato dalla musica punk, che aveva fatto diventare improvvisamente dinosauri tutti quei gruppi che avevano dominato la scena nei primi anni settanta (a cominciare dai gruppi progressive).
I Pretenders avevano al loro attivo uno splendido primo album omonimo, stringato e grintoso, con delle canzoni create per far muovere anche i più resistenti. La carta vincente era sicuramente la penna fertile e felice della cantante Chrissie Hynde e del chitarrista James Honeyman-Scott. La sezione ritmica, composta dal bassista Pete Farndon e dal batterista Martin Chambers completava efficacemente il quartetto. Già dal primo album però alle composizioni originali vengono affiancate delle cover, e qui si capisce subito chi è il nume tutelare della Hynde. Il primo singolo della band è infatti “Stop Your Sobbing”, una delle prime composizioni dei Kinks di Ray Davies. Il successo è immediato, e anche “Kid” e ancor più “Brass In Pocket” completano l’exploit.
Contemporaneamente all’uscita dell’album, nel dicembre del 1979 i Pretenders partecipano ai concerti londinesi a favore del popolo della Cambogia, insieme ad altri artisti di primo piano quali gli Who, i Clash, Elvis Costello, i Queen, Ian Dury, gli Specials e i Wings di Paul McCartney. Tre loro brani (“The Wait”, “Precious” e “Tattooed Love Boys”) compariranno nel conseguente album dal vivo.
Nel 1981 i Pretenders sono attesi al varco della loro seconda prova, chiamata semplicemente “Pretenders II”. Il concerto dell’Hammersmith Palais la presenta in anteprima. Sfilano il nuovo singolo “Message Of Love”, il precedente “Talk Of The Town”, e la nuova cover, sempre tratta dal repertorio dei Kinks, “I Go To Sleep”. Complessivamente l’album non delude, mantenendosi su alti livelli di creatività. Ma non tutto fila per il verso giusto. Due componenti del gruppo sono fortemente dipendenti dalle droghe e il 14 giugno del 1982 Pete Farndon viene licenziato per il suo eccessivo amore per l’eroina. Due giorni dopo è invece il chitarrista James Honeyman-Scott a essere trovato morto a causa della cocaina. Farndon lo seguirà nella tomba dieci mesi più tardi.
Ma nel 1983 Chrissie Hynde ha già riorganizzato il gruppo con i nuovi Robbie McIntosh alla chitarra e Malcolm Foster al basso. Con questa formazione il gruppo registrerà  il terzo album “Learning To Crawl”, forte di un indovinato singolo come “Middle Of The Road” e della cover di turno, questa volta del gruppo rhythm and blues The Persuaders (“Thin Line Between Love and Hate”). E i Kinks? Già dimenticati? Non del tutto visto che proprio nel 1983 la Hynde partorisce una figlia il cui padre è proprio Ray Davies, leader dei Kinks!
Dopo aver suonato al “Live Aid” di Bob Geldof a quel punto comincia per i Pretenders una girandola di cambiamenti di formazione. Da “Get Close” in poi gli album diventano sempre meno interessanti e il gruppo pare aver detto tutto quanto aveva da dire. Da loro ormai ci si aspettano solo dei buoni pezzi che occasionalmente arrivano.
“Packed!”, con Chrissie Hynde unico componente ufficiale della band, si segnala per la presenza in un brano dell’ex-Smith Johnny Marr (d’altra parte brani del terzo album come “2000 Miles” e “Thumbelina” tradivano l’evidente influenza dell’ex-compagno artistico di Morrissey), mentre ancora negli anni novanta “Last Of The Independents” ottiene un buon riscontro grazie al successo della ballatona “I’ll Stand By You”, in puro stile ABBA. La Hynde per altro farà ancora parlare di sé, archiviata in fretta la storia con Ray Davies, per un altro matrimonio celebre, quello con Jim Kerr dei Simple Minds, che resisterà sei anni. Non è facile fare andar d’amore e d’accordo due rockstar…

  • 3 album da avere: Pretenders, Pretenders II, Learning To Crawl.
  • 1 album da evitare: Get Close.

"MIDDLE OF THE ROAD"
The Pretenders


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