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17 novembre 2015

I Camaleonti tornano a Palermo

di Dario Cordovana



Con il patrocinio di Luciana Turina, ideatrice e direttore artistico della rassegna “Tornano gli anni 60”, si sono rivisti a Palermo i Camaleonti, gruppo storico per eccellenza che vanta 51 anni di attività (con tanti saluti ai Pooh).
Malgrado la classica formazione a cinque, l’attenzione era puntata sui due cantanti storici, Tonino Cripezzi alle tastiere e Livio Macchia al basso. Tonino, che almeno inizialmente sembrava scongelato per l’occasione, ha sfoggiato la consueta intonazione un po’ approssimativa, ma è bastato tornare ad ascoltare la sua voce per andare indietro nel tempo. A lui il compito di aprire il concerto con “Viso d’angelo”, direttamente dal Cantagiro 1969, per poi proseguire con “Come sei bella”, buon successo estrapolato dal Sanremo del 1973. Al terzo brano poi il gruppo si gioca uno dei propri assi: la classica “L’ora dell’amore”, maldestra traduzione italiana della splendida “Homburg” dei Procol Harum, ma fenomenale successo d’epoca che serve a far scaldare il pubblico. Poi tocca a Livio che ha mantenuto la voce di un tempo e che dà il meglio di sé con un pezzo di Mogol-Battisti, uno dei tanti che il musicista reatino cedeva ai cantanti più in voga (Mina, Patty Pravo, Bruno Lauzi, I Dik Dik, l’Equipe 84 ancora ringraziano). Si chiama “Mamma mia” e come dice Livio: “Gli Abba sono venuti dopo”.
Ma siccome l’appetito vien mangiando e la gente ha voglia di cantare, ecco un’inedita cover de “La canzone del sole”: quella la conoscono davvero tutti. Ci saranno più in là altri due omaggi, stavolta a gruppi loro contemporanei: “Io vagabondo” per i Nomadi e “Io ho in mente te” per l’Equipe 84.
La serata non mostra momenti di stanca perché il repertorio del gruppo è molto ampio: sfilano così “Eternità”, “Io per lei”, “Amicizia e amore” e persino “Come passa il tempo”, sfortunata ultima partecipazione a Sanremo nel 1993 (per altro insieme a Maurizio Vandelli e i Dik Dik).
Spesso però ci si dimentica di come i Camaleonti siano anche dei musicisti impeccabili e allora, al termine di “Quell’attimo in più”, parte un furibondo assolo di batteria che finisce per sfociare in uno strumentale degno dei Deep Purple!
Poi, col pubblico che continua a richiedere pezzi relativamente noti, Tonino annuncia un medley che racchiude alcuni di quei pezzi che loro non eseguono più e che regalano adesso al pubblico palermitano. Sono “Il campo delle fragole”, “Cuore di vetro”, “Piccola venere” e “Portami tante rose”.
Ma, si chiede Tonino, il pubblico avrà ancora voglia di cantare? E soprattutto si ricorderà ancora di un loro vecchio successo intitolato “Perché ti amo”? Il pubblico messo alla prova, risponde positivamente mostrando di ricordarsi persino tutte le parole. La conclusione è affidata alla richiestissima “Applausi”, al termine della quale viene richiamata sul palco Luciana Turina che ne approfitta per raccomandare di pubblicizzare questa prima edizione della rassegna che prevederà dopo i Camaleonti, Gianni Nazzaro, Dino, Wilma Goich, Paolo Mengoli con la stessa Luciana Turina e gran finale a marzo con Bobby Solo. Aggiunge la Turina: “Noi non abbiamo sovvenzioni, noi ci sovvenziamo (sic!) da soli!” E tutto finisce con un mini rinfresco servito all’esterno a base di pasticcini e offerto al pubblico (ovviamente dall’età media alquanto elevata), invero abbastanza numeroso …

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