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26 marzo 2008

Un disco nella memoria - invito all'ascolto: ANIMA LATINA

di Dario 71



La scorsa settimana in questa rubrica ho presentato un disco di Battisti: La sposa Occidentale che, dalle osservazioni pervenute, mi ha dato l’idea di proseguire con un altro disco dello stesso Battisti, la prossima settimana tratterò qualche altro autore :-)
Ma il disco di cui voglio parlarvi, Anima Latina (1974), disco realizzato con Mogol, mi ha richiamato in mente la seconda canzone dell’album.
"Due mondi", brano bellissimo. Una sequenza che imprime subito all'album la caratteristica di opera rock; ad uno stupendo giro di chitarra in cui Battisti canta:

L’universo che respira e sospinge la tua sfera e la luce che ti sfiora cosa vuoi?
subentra maestosamente la voce di Mara Cubeddu che dice
Voglio te, una vita, far l’amore nelle vigne cade l’acqua ma non mi spegne...
E la maestosità melodica del brano nel momento in cui Battisti canta:
Oltre il monte c’è un gran ponte una terra senza serra, dove i frutti son di tutti non lo saiii….
Aah! Mara Cubeddu, la cantante dei Daniel Sentacruz Ensemle, la simpatica Linda Bella Linda ’76, il gruppo capitanato da Ciro Dammicco è forse ricordato anche per la famosa Soleado ’74, canzone senza testo solo un Ooooh…. ripetuto.
Si può dire che nel ‘76 conoscevo più i Daniel Sentacruz Ensemble che Battisti, ma all’epoca, avevo solo pochi anni, e ricordo che le canzoni di Battisti le conoscevo ma lui no, per via delle sue scarse apparizioni (un bimbo osserva, oltre che ascoltare ...), poi ho riscoperto la sua musica verso la seconda metà degli anni ’80, proprio quando scrisse i primi album con Panella, facendo quindi un percorso a ritroso nel tempo.
Ma torniamo ad Anima Latina….
In "Anima Latina"' siamo di fronte ad un lavoro intriso di elettronica, ritmi latini e testi a volte difficili da capire. L'anima latina e' lo spirito libero che vaga in ognuno di noi e che spesso viene radicalizzato per non creare scandali perché è quella parte di noi che nessuno conosce. Persino la copertina, realizzata da Cesare Monti in una villa vicino a Milano, esprimeva perfettamente il significato del disco, diventò un icona: insieme all'ascolto dell'album ci faceva immaginare bambini brasiliani che sognando un futuro da favola, magari nella nazionale brasiliana di calcio, giocano felici tra le lamiere delle favelas. E' stato anche scritto che "Anima Latina" è un disco progressive e che solamente la lingua in cui è cantato lo rende "italiano". Oppure che "Anima Latina" è caratterizzato da una profonda libertà sia nei testi che nelle musiche ... ed ancora parecchi anni dopo la sua uscita: che non ha niente da invidiare alle sonorità dei Radiohead piu' sperimentali.
Tra i pezzi presenti nell’album oltre a “Due Mondi” spicca:

- Anonimo che è una canzone che a me ricorda molto il periodo sperimentale relativo agli album "Fetus" e "Pollution" di Franco Battiato; la base musicale è scandita dagli effetti prodotti dall'organo elettronico con l'accompagnamento della chitarra acustica e dei fiati; la caratteristica della canzone è quella di finire con l'accenno musicale del ritornello de "I Giardini di Marzo" suonata velocemente e in modo beffeggiativo più che rievocativo, perché?
- Gli uomini celesti assume atmosfere adeguate al titolo cioe' eteree;
- Gli uomini celesti (ripresa) ... recupero del brano precedente a conferma della vocazione di Opera Rock (per chitarra e voce).
- Due mondi (ripresa) - Idem come sopra - (con Battisti al pianoforte) in un emozionante assolo.
- Anima latina e' una canzone bellissima con un testo ed una musica in perfetta simbiosi che esprimono ottimamente le emozioni che vuole trasmettere : cioè il degrado nelle favelas brasiliane, la gioia di vivere dei bambini ed i loro sogni ... in perfetta sintonia con l'immagine tramandata a noi di personaggi quali Garrincha o Pelé.
- Il salame, su base musicale elettronica, è molto lenta ma in armonia con i brani precedenti.
- La nuova America è il pezzo meno "elettronico" di tutto l'album, con solide basi orchestrali d'ingresso : fatta di cori e squilli di tromba.
- Macchina del tempo. L'inizio del brano sembra aver ispirato la canzone di poco successiva "In the cage" dei Genesis con atmosfera soft mantenuta sino alla meta' del pezzo che improvvisamente sembra interrompersi per riprendere con delle sonorità che ricordano in maniera palese quelle del "Banco del Mutuo Soccorso" da cui sembra con evidenza possa aver attinto.
- Separazione naturale esprime sotto tutti gli aspetti il ruolo di canzone di chiusura del LP; se presa singolarmente ha sostanzialmente un ruolo marginale. E', infatti, breve e poco significativa dal punto di vista strumentale; è un brano prevalentemente elettronico che ricorda le arie che vengono scandite nei film di fantascienza per amplificare l' emozione durante l'attesa di scene sconvolgenti.
In ultimo merita un discorso a parte la canzone che apre l’album - Abbracciala, abbracciali abbracciati: presenta la contraffazione della voce (parecchio criticata all'epoca), tipica di quel periodo, in chiave elettronica. E' un brano che risente molto delle atmosfere espresse in "Dark side of the moon", successo dei Pink Floyd dell'anno precedente, virtuosismo canoro compreso. Vi ricordate “Us and Them”?Battisti aveva eseguito una sua rivoluzione nel 1974, riuscendoci: rendendo la musica leggera libera dagli schemi obbligati delle strofe e delle rime e coniugando progressive e psichedelia facendole "sue". Naturalmente gli altri Album di Battisti non sono da meno, sono d’accordo con Dario C. quando dice che il Nostro Caro Angelo (1973) è forse un disco sottovalutato, ma all’epoca fu sottovalutata anche proprio la canzone il Nostro Caro Angelo, preferendo la Collina dei Ciliegi.
ma sicuramente non sono particolari come Anima Latina se vogliamo paragonarli a quelli dell’ultima produzione.
Per questo credo che con Mogol o Panella la genialità di Battisti resta quella ….

Lucio BATTISTI in "due mondi"


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Ricordo che il mio pezzo preferito dell'album, "Macchina del tempo", mi inquietava parecchio, soprattutto se lo mettevo la sera tardi. Molto più tardi ho scoperto un testo bellissimo di Mogol (nascosto dagli effetti sulla voce), e che ne esiste anche una bella cover di Loredana Bertè.

Dario C.

29/03/2008 17:43:57


Ti ringrazio per aver dedicato questo spazio ad uno dei miei dischi preferiti del "genio". Ero adolescente quano uscì e l'acquistai subito, come sempre facevo con i dischi di Battisti. Mi piacque immediatamente ma ricordo lo sconcerto di tanti miei coetanei disorientati dalle nuove sonorità e dal testo innovativo. Ho sempre amato questo album e mi fa piacere che venga ricordato ora assieme al grande Battisti che purtroppo è spesso dimenticato....Se la prossima volta ti dedicherai al Banco del mututo soccorso sappi che sono una loro grande estimatrice. Ho visto i loro concerti dal vivo realizzzati al teatro Biondo quando tu eri piccolino ed io avevo 14-15 anni e possiedo gran parte della loro discografia.

delia

27/03/2008 17:56:26


Grazie a te per i commenti originali e veramente simpatici.
Anche "è una mela la mia mente non è male" mi fà pensare ad un accostamento con il mito della metà (Platone) e pertanto se la parte della canzone facesse " è mezza mela la mia mente cerco l'altra mezza ma non trovo niente..." sarebbe da fare invidia a Mogol...:-)

Dario 71

27/03/2008 09:54:19


Ora che riascolto la canzone (grazie, è veramente bellissima) ricordo anche che scoprii (da sola, stavolta) che diceva "è una vela la mia mente" e non "è una mela la mia mente"...che io abbia bisogno di un buon otorino?

Daniela

26/03/2008 21:43:14


Il disco è un po' che non lo sento (magari torno a casa e lo ascolto), ma grazie a te - Dario - scopro che il testo dice "far l'amore nelle vigne" e non "nelle vie"...nel mio immaginario erotico-musicale la coppia Cubeddu-Battisti compiva atti osceni in luogo pubblico :-)
A parte questo, il disco è veramente molto bello e l'accostamento con i Radiohead mi sembra perfetto.

Daniela

26/03/2008 21:36:17


 
 

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