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13 maggio 2008

Viva il Giro e pure Bimbimbici

di Mingo Romano



Grande successo nazionale delll’edizione 2008 di BIMBIMBICI in 240 città italiane. Successo di pubblico, gioioso ed incontenibile; più di 50.000 fra bambini e adulti, grazie anche alla splendida giornata di sole che ha accompagnato l’evento. I partecipanti hanno pedalato lungo i percorsi predisposti nelle varie piazze e vie cittadine. «Ciò che dobbiamo fare è lobbying, pressione politica, affinché si creino le condizioni per una mobilità sostenibile e meno convulsa» è l’appello fatto durante la conferenza stampa di presentazione da Luigi Riccardi, direttore della FIAB – Federazione Italiana Amici della Bicicletta, istituzione promotrice dell’evento.
Anche a Palermo grande successo dove centinaia tra bambini e genitori hanno partecipato alla manifestazione organizzata dalla FIAB con la partecipazione di ORSA, Coordinamento Palermo Ciclabile, Associazione Palma Nana e Comitato per il Telefono Azzurro.

Il serpentone colorato si è snodato da Piazza Vittorio Veneto fino alla Stazione Centrale e da lì, passando per Corso Vittorio Emanuele, sino al Foro Italico.

Voglia di divertirsi, voglia di giocare voglia di aria pulita, voglia di città a misura di bambino.

Ancora sotto gli effetti benefici del Giro d’Italia che ha permesso ai palermitani di godersi una città senz’auto, almeno lungo il percorso del Giro, i pedalatori hanno scampanellato, strombettato e cantato - anche e soprattutto simbolicamente – per svegliare una città spesso vittima del suo torpore.

A proposito di torpore e di sonno dicevamo del Giro d’Italia. Migliaia i palermitani felici dell’evento e dell’essere stati in prima pagina per qualcosa di bello.Visti e sentiti anche i soliti irriducibili dell’auto in piena crisi da astinenza. Bloccati agli incroci dai vigili che questa volta non hanno potuto fare sconti a nessuno.”Mi dispiace non si passa e basta”; “Ma non potete sequestrare così le persone!”. Queste le frasi ascoltate di tanto in tanto. Non mancano neanche i forzati della disinformazione. Quelli che…neanche abitassero su Marte! Li ho sempre invidiati. Io che fin da bambino, pur di non conoscere una notizia (ad esempio il risultato di una partita che avrei visto poi ragistrata), dovevo chiudermi in una specie di bunker perché le notizie mi inseguivano e raggiungevano ovunque.

E invece c’è gente che riesce a restare al di fuori da tutto. Li vedi passeggiare con espressione tra l’attonito e il preoccupato guardando i ciclisti come esseri provenienti da altre galassie.Manco fosse la guerra dei mondi. Sguardo perso nel vuoto e domande del tipo “ma che cosa sono?” Attenzione, non “chi” sono, proprio “che cosa” sono. Ottenuta la risposta la domanda successiva è “Ah, e quando se ne vanno?”. Insomma il desiderio di tornare subito alla nostra splendida normalità e stare tra di noi altri. Noi altri. Altri da chi e da che cosa? Boh, non l’ho mai capito.

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