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12 gennaio 2009

BRA-BRA

di Andrea Basso Senior



I bra-bra erano una decina, oltre, s’intende, il genitore. Della madre non se ne ebbe mai notizia, ma sarà pure esistita, e pure lei bra-bra, poichè, stando agli studi del Pascal, è poco probabile che la Signora sconosciuta abbia generato solo figli maschi.
Essi stanziavano al Vanidduni, strada che sale dalla Via Trasselli verso i Porrazzi, ed avevano un abbigliamento molto austero: calzature stile “Carmelitani Scalzi”, ed alcune pezze addosso, non meglio identificabili. Loro attività preferita era la pitruliata, che ingaggiavano con altri gruppi di ragazzi, quando questi violavano il loro territorio.
“Unn’acchianati pu Vanidduni, ca i Bra-Bra si stannu facennu a pitruliata e vi rumpinu i tiesti” ci avvertivano spesso quando uscivamo a giocare per la strada. Che allora si poteva, in quanto macchine non ne passavano, tranne quelle, peraltro prevedibilissime, del “padrone di casa”, una volta al mese, e del “dottore”, alla bisogna.
Completava il corredo dei Bra-Bra una lanna da cinque chili, vuota, che, all’origine, avrà contenuto conserva di pomodoro ed alla quale era stato applicato un manico di fil di ferro, e che essi portavano al fianco. Dentro la lanna, un cucchiaio.
Direte: “A che serviva?” Presto detto.
Alle undici, assieme ad altri branchi di bambini, si accalcavano dietro la porta carraia della “Caserma Generale Euclide Turba”, battendo il cucchiaio sulla lanna, per richiamare l’attenzione degli addetti alla distribuzione del rancio, i quali, attraverso un buco praticato, chissà da chi, sulla lamiera della porta, mollavano alcune cuppinate di brodaglia nei loro contenitori.
Dal suono ritmico di questi tamburini di latta, essi presero il nome di Bra-Bra.
Cosa bisognava inventarsi par mangiare! Che di fame allora ce n’era tanta in giro.
E un poeta popolare palermitano, molto noto perché u pitittu l’arrunzava, a conclusione delle sue declamazioni nelle piazze della città, cercando di racimolare qualche soldo, diceva: “A addina chi camina s’arricampa ca vozza china. Com’è ca iu, pueta ambulanti, m’arricogghio sempri ca vozza vacanti?”

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Ho abitato da quelle parti, mi immagino la scena

Giuseppe

15/01/2009 15:04:00


 
 

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