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11 dicembre 2007

Chi guida l'automobile?

di Paola



Passo molto tempo in macchina: percorro circa 50 km al giorno in macchina, nel traffico romano.
In tutto questo tempo ho potuto osservare gli altri automobilisti ed ho notato, purtroppo, una forte diminuzione dei gentiluomini che cedono il passo alle 'donzelle' (vi assicuro che è un comportamento sempre notevolmente gradito dal gentil sesso, anche quando afferma il contrario), agli anziani, ai pedoni, ai bambini, ai motorini e, un aumento di comportamenti alla guida dell'auto che richiamano vagamente il comportamento animale (quegli esseri con molti peli più di noi con cui dobbiamo condividere parte del territorio presente sulla Terra).
Ad esempio:
- se si ha la macchina più grande, si è anche più ricchi, quindi più forti, acquisendo il diritto di: passare per primi anche se la precedenza è di altri, posizionarsi con prepotenza ed aggressività nel 'culo' della macchina davanti che va più lenta, sorpassare alla destra delle altre macchine (pur vivendo in Italia dove 'si tiene' la destra), superare del 100% i limiti di velocità e suonare a chi li rispetta dandogli della 'lumaca' (nel migliore dei casi), e via dicendo.
Il bello è che i guidatori delle macchine più piccole, quindi dei più poveri, quindi dei più deboli, in qualche modo gli danno ragione, come se chi possiede una macchina più piccola pensasse: " ha la macchina più grande, è più potente, perciò lui è il capo branco e 'può'".
Tipico modo di agire degli animali: il più forte comanda, il più debole ubbidisce. Del resto è anche la nostra natura, quella animale, no?
La cosa 'bella', inoltre, è che la macchina sembra non avere sesso. Cerco di spiegarmi meglio: non è importante chi è alla guida di una macchina potente, maschio o femmina che sia, è la macchina che esprime chi comanda. Infatti chi comanda può anche andare piano, ricevendo con grande probabilità meno insulti e suonate di clacson (a volte niente di tutto ciò) dagli altri guidatori, chiunque esso sia.
E' la macchina che riceve attenzione, non chi la guida!
Quindi, si può dire che la macchina permette di affermare la propria superiorità, il proprio potere, il proprio dominio sull'altro, senza badare a nient'altro.
(Pensate quanto rispetto ci può essere per gli anziani, per chi sta imparando a guidare e per chi trasporta un bambino, una persona con handicap o un animaletto, ecc. ecc.).
In pratica, guidare ci fa tornare alle nostre 'origini animalesche': vince chi è più grosso, più bravo, più veloce, insomma, vince chi è "più"!
Ma, gli esseri umani, non hanno qualcosa in più rispetto agli animali?
Ma è davvero così difficile concedere un po' di rispetto agli altri?

Tratto dal blog di Paola - Psicke - I Colori della Mente - per sua gentile concessione.

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Commenti lasciati per:

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Che dire: c'è il 'delirio' totale.
Ormai in macchina vado proprio tranquilla (un tempo favo parte degli 'amimaletti' :) e, sorpresa: ci metto lo stesso identico tempo ad arrivare a destinazione!

Paola

17/12/2007 23:00:03


Il modo di guidare degli italiani venne definito da una mia zia straniera «o ti levi o ti levo»...

M. Elena

13/12/2007 21:22:30


In effetti la proiezione della personalità comincia già dalla scelta della macchina.Spesso dal carattere di una persona è possibile indovinare che auto ha. Benvenuta Paola.

mingo

12/12/2007 06:57:49


 
 

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