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8 febbraio 2008

Mefistofele: un diavolo in discoteca ...

di Zorrykid



Una volta tanto la stagione operistica del Teatro Massimo di Palermo è incominciata nel migliore dei modi, con una produzione veramente molto ricca che non ha nulla da invidiare ad un musical di Broadway.
L’opera proposta, il “Mefistofele” di Arrigo Boito, in verità non è tra le più note (almeno io non la conoscevo, se non per sentito dire; comunque non l’avevo mai ascoltata), e questo, di solito (ma non sempre), non depone a favore di uno spettacolo operistico: in genere se un’opera viene rappresentata raramente, vuol dire che non è un granché.
Nel caso del Mefistofele, opera che riprende la classica trama del dott. Faust (di chi in sostanza vende l’anima al diavolo pur di ritrovare la giovinezza e darsi, soprattutto, alla bella vita fregandosene degli altri), non riesco a capire perché non abbia avuto una popolarità che secondo me merita.
Formulo qualche ipotesi:
• forse è un po’ troppo lunga (quattro atti, ma si è visto di peggio);
• è stata superata dalla concorrenza (in effetti il “Faust” di Gounod ha sempre riscosso un maggior successo);
• può darsi che sia difficile trovare dei cantanti all’altezza ( la parte di Mefistofele, mi sembra abbastanza massacrante - è presente in tutti gli atti e quasi in ogni scena e si fa un mazzo così ...).
Ma forse un motivo vero non c’è, non sempre le cose belle vengono apprezzate dai più ... fatto sta che a me, e per la verità a tutto il pubblico palermitano, lo spettacolo è piaciuto tantissimo, sia come cast artistico, sia come regia, che soprattutto come realizzazione scenica.
I cantanti sono stati tutti all’altezza, con un Ferruccio Furlanetto (“Mefistofele”) sopra tutti, una voce profonda, suadente (come un vero diavolo ...) e una presenza scenica eccezionale, anche gli altri sono comunque stati ben al di sopra della sufficienza (molto brava la “Margherita” di Dimitra Theodossiou, già apprezzata lo scorso dicembre nella Norma di Bellini).
Una menzione particolare va fatta per il coro, anzi i cori (visto che c’era anche un bellissimo coro di voci bianche): sono stati veramente bravissimi!
Oltre tutto nel contesto dell’opera l’intervento del coro è veramente massiccio e per tal motivo spicca ancor di più il suo livello qualitativo.
Passando alle scene e alla regia, va dato onore al merito a Giancarlo Del Monaco (figlio di Mario Del Monaco, grande tenore, anche se un po’ spaccone, degli anni sessanta/settanta): una realizzazione di alto livello, sia nel primo atto con dei movimenti di scena molto indovinati, che soprattutto nel secondo e quarto atto.
Nel secondo atto in particolare, la scena del Sabba “romantico” in cui streghe e stregoni rendono omaggio a Mefistofele è ambientata in una specie di discoteca dark, con tanto di luci psichedeliche, e la trovata risulta molto indovinata in quanto la musica, abbastanza ossessiva, ben si adatta al clima discotecaro della scena.
Molto bella, quasi hollywoodiana la scena del quarto atto, quella del sabba “classico” (che parlando inter nos secondo me, pur essendo musicalmente bellissima, non c’entra un fico secco col resto dell’opera): ambientata in una luccicante e multicolore Las Vegas con tanto di ballerine (bone!): non sarà molto pertinente col resto dell’opera però a me è piaciuta moltissimo (forse anche per le ballerine bone ...).
Mi sembra di aver detto tutto, anzi no, dimenticavo l’orchestra: ottima sia come impegno dei professori d’orchestra (in altre occasioni abbastanza distratti) che come direzione, con un Ranzani in ottima forma.
Insomma, se non fosse che ormai non la danno più, vi consigliere di andarla a vedere: per rimediare un po’ comunque ho provveduto a fare qualche (furtiva) ripresa che vi propongo qua sotto.
Tante belle cose.


Un mix del Mefistofele di A. Boito sapientemente ripreso da Zorrykid.

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Commenti lasciati per:

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L'ultima volta che Mefistofele è stato rappresentato a Palermo io c'ero. Ero una bambina ed assistevo allo spettacolo con mamma, nonna e zia Nina dall'alto del palco 20 del 5° ordine. L'opera mi piacque talmente tanto che alla fine rimasi fra gli ultimi ad applaudire i cantanti e....a salutare con la mano il protagonista. Mefistofele, forse colpito dalla mia giovane età e dall'entusiasmo mostrato ricambiò il mio saluto. Questo ricordo è ben impresso nella mia mente perchè l'ho sempre considerato un piccolo privilegio riservato a me e soltanto a me. Ora che ho rivisto l'opera e mi sono tanto emozionata capisco perchè.

delia

10/02/2008 19:36:39


Bravo Zorry. Io, che sono un profano in materia, mi sono appassionato leggendo il tuo articolo.E mi hai fatto venire voglia di andare alla prossima Opera in programma.Bello anche il video.

mingo

09/02/2008 09:44:05


 
 

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