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23 giugno 2008

Incredibile Sting

di Gigliola Siragusa



L'Inghilterra, la cara "Old England" con Elisabetta ed i suoi bizzarri cappellini, il povero Carlo, fonte inesauribile di scandali a Corte e Diana, ormai icona di una realtà scevra da perbenismi e faccia di una medaglia troppo scomoda da mostrare (pace all'anima sua...), l'Inghilterra dicevo è stata, a partire dai Beatles, una fucina che ha prodotto un inesauribile numero di talenti musicali. Tra questi artisti se ne annovera uno che ha già attraversato indenne quattro decenni e che riscuote a tutt'oggi consensi di pubblico e critica.
Il suo vero nome è Mattew Gordon Sumner meglio conosciuto come Sting. Sting da "stinger" ,colui che punge, appellativo affibbiatogli da un musicista che lo riteneva simile ad un calabrone per via di una maglia di calcio a righe gialle e nere da lui indossata durante le sue esibizioni. Deve la sua popolarità al gruppo dei Police che debutta nel 1977(periodo in cui impazzava il dissacrante punk rock dei Sex Pistols) . Sting e la sua band cominciano la loro scalata verso il successo ed i pezzi più conosciuti portano quasi sempre la sua firma : chi tra noi non ricorda, tanto per citarne qualcuno, Message in a bottle, Walking on the moon, Don't stand so close to me?... tutti brani in vetta alle classifiche per intere settimane. Lo stile dei Police risulta ben miscelato tra sonorità rock, pop, reggae e jazz: queste ultime fanno parte del bagaglio musicale di Sting. Egli, infatti, è stato da sempre un cultore della musica jazz anzi, proprio i suoi esordi lo vedono jazzista alle prese col contrabasso e col basso elettrico che, comunque, rimarrà lo strumento a lui più congeniale Nel 1983 viene pubblicato l'album"Synchronicity" in cui appare il brano "Every breath you take": siamo oltre i vertici della popolarità, migliaia di fans acclamano il gruppo dove la superiorità artistica di Sting appare ormai evidente e indiscussa rispetto agli altri elementi. Nel 1986 i Police si dicono addio ed ognuno di loro prosegue per la propria strada con nuove sperimentazioni musicali. La vena creativa e poetica di Sting esprime, a questo punto, il meglio di sè. Il suo percorso interiore traspare negli inumerevoli brani, tutti di gran pregio, che compone. I testi, tra l'altro, sono pari alla qualità della sua musica e spesso esprimono disagi politici affrontando problemi umanitari ed ambientali. Russi e americani, desaparecidos, africani, popolazioni amazzoniche... tutti legati da questo filo musicale il cui obbiettivo mira alla sensibilizzazione della gente comune ma soprattutto delle classi politiche. A questo punto è d'obbligo evidenziare le caratteristiche della sua voce, unica nel timbro e pronta ad incantare chi la ascolta: swingata, cristallina, energica e sferzante al tempo stesso ma che, all'occasione, sa interpretare canzoni d'amore in maniera struggente. Last but not least un doveroso riconoscimento alla sua presenza scenica. E' un grande del nostro tempo. Spero possa ancora regalarci qualche nuova emozione musicale oltre a quella dello scorso anno in cui ha celebrato i trent'anni dall'esordio dei Police riunendo la band per una strepitosa serie di concerti in tutto il mondo.
A proposito di concerti, uno dei più belli che Sting ha offerto al suo pubblico è stato quello eseguito l'11 settembre 2001 in Toscana al Palagio (sua dimora italiana): era il giorno in cui, come tutti ricorderemo, è avvenuto l'attacco alle Torri gemelle. Il concerto, da cui poi ne è stato tratto un album ( All this time), vive di questa atmosfera quasi surreale e risulta, forse per questo, ancor più coinvolgente. Attorniato da un gruppo di eccellenti musicisti eccolo eseguire uno dei suoi brani più conosciuti. God save the Queen...



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Io l'ho visto nell'87 a Perugia, con Gil Evans. Forse ero troppo giovane per apprezzare a pieno Gil Evbans, ma il concerto fu memorabile.
Mingo, negli innumerevoli traslochi della mia vita, qualcuno si fregò l'album The Dream of the Blue Turtles, in cui c'era If you love somebody (set them free).

Daniela

01/07/2008 04:55:16


Vincent Colaiuta, per gli amici Vinnie, è sicuramente uno dei batteristi la cui bravura è pari alla genialità che lo contraddistingue. Grazie Alessandra per aver ricordato la sua preziosa collaborazione all'album di Sting "Mercury Falling"

gigliola

25/06/2008 21:11:10


Gigliola, e che dire del grande Vinnie?!
Un genio indiscusso. Il suo suono? Potente, perfetto, raffinato, ai limiti del possibile per un essere umano.
(Scusate l'eccesso d'enfasi ma è difficile dire a parole la gioia del cuor che nasce da una certa musica e grazie a certi musicisti)

Alessandra

25/06/2008 19:23:45


il mio invece è The hounds of winter(Mercury falling). Credo che il potere della musica di Sting stia nella forza che riesce a trasmettere , quasi una musicoterapia come scrive Delia

gigliola

24/06/2008 23:42:01


Non l'ho mai visto dal vivo, purtroppo. Il mio pezzo preferito è If you love somebody set them free. Ma anche i pezzi del periodo "impegnato"

Mingo

24/06/2008 19:32:14


Uno dei concerti più belli, per me, è stato quello a cui ho assistito con Marcello e qualche fedele amico, ad Acireale nel 1996. E' uno dei ricordi più belli della mia vita anche perchè ero reduce da un terribile anno seguito ad una grave frattura trimalleolare......Sting ha contribuito alla mia rinascita e al gusto per la vita ed io l'adoro............anche per questo.

delia

23/06/2008 20:25:08


 
 

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